lunedì 28 novembre 2022

Il morso del ramarro di Valeria Corciolani

 
C'è una palazzina a mezz'oretta da Genova, in un viale alberato, in cui si incrociano i destini di diverse famiglie: un anziano professore e la sua badante peruviana alis Giovanni e Marisol, una madre separata con figli e zia, un giovane medico, una casalinga. Classici vicini da "Buongiorno e Buonasera" si trovano coinvolti in rapine e strane maledizioni e si coalizzano per risolvere il mistero.
Tre rampolli dell'alta società organizzano rapine negli appartamenti borghesi come attività nel tempo libero ma, arrivati nella nostra palazzina, si scontrano con Marisol che lancia loro addosso una maledizione invocando dei Aztechi.
I tre ragazzi ridono, è solo una stupida fantasia, le maledizioni non si avverano, giusto? Giusto. In teoria. In pratica, qualunque cosa Marisol abbia lanciato loro contro comincia ad avverarsi. Sintomi sempre più strani e collegati in modo inquietante alla maledizione cominciano ad apparire; i ragazzi fanno congetture ma la paranoia comincia a farla da padrona. Hanno davvero addosso una maledizione o è uno scherzo ben organizzato?
Di una cosa sola sono certi: è iniziato tutto per colpa di un ramarro.

Un romanzo a più voci ben orchestrato in cui si intrecciano punti di vista, indizi ed esperienze per risolvere il mistero della maledizione e seguire le vicende degli abitanti. Ben delineati i personaggi; ognuno con la propria caratteristica rendono netto il confine tra un capitolo e l'altro, tra un personaggio e l'altro.
Avvincente il susseguirsi di eventi che mi ha tenuto attaccata al libro fin quasi alla sua metà (a questo punto era d'obbligo il the delle cinque) per poi farmi continuare ininterrotta fino alla fine.

sabato 16 luglio 2022

Libere - circe e le altre

Buongiorno Cari Lettori l! Oggi vi portiamo la recensione di un libro gentilmente inviatoci da Rizzoli che ringraziamo.
Sull'onda dell'entusiasmo per la lettura di "Persefone" abbiamo deciso di cominciare a leggere "Libere - Circe e le altre"; quest'ultimo romanzo racconta le storie di Circe, Ifigenia, Dafne e Cassandra dal loro punto di vista. Conoscevamo già questi personaggi ma sono sempre stati presentati come elementi secondari della storia a cui non è mai stata data voce proria o libertà di scelta, sempre in balia di qualcun'altro pronto ad ingannarle. In questo libro le 4 figure femminili hanno finalmente una voce propria e vengono presentate come libere di compiere le loro scelte, sia in amore che per quanto riguarda la loro libertà personale.
Non abbiamo usato a caso il "vengono presentate". Nonostante le storie siano presentate in modo coinvolgente e con uno sguardo diverso dal solito, le protagoniste non ci sono sembrate così libere di scegliere il loro amore e la loro vita. L'impressione che è emersa (l'impressione, così come il parere, è soggettiva) è che queste donne subiscano il loro destino senza però essere passive ma accettandolo di buon grado. Accettare il proprio destino però non ci suona tanto di libertà.
L'unica che secondo noi fa eccezione è Cassandra: allontanata e riavvicinata alla sua famiglia a seconda dei loro capricci, Cassandra non si fa mai sopraffare da loro decidendo per conto suo cosa fare della sua vita e riuscendo così a mettersi in salvo dalla fine catastrofica che aveva previsto.
Consigliamo comunque queste 4 storie e siamo felici che venga dato spazio ad un punto di vista femminile nella mitologia.

domenica 12 giugno 2022

Il cavaliere di Riom di Gianluca Agomeri


Ciao Lettori,
È da troppo tempo che non torniamo sul blog, ne siamo consapevoli, ma la vita a volte mette davanti delle priorità che non possono essere rimandate, o che impegnano totalmente i pensieri, tanto da non consentire di fare altro. 
In fondo, ad oggi, quello delle blogger non è certo il nostro lavoro, e abbiamo quindi deciso che ci dedicheremo a questa piattaforma solo quando avremo voglia e tempo di farlo.

Ad ogni modo, quando si prende un impegno è giusto e serio portarlo a termine, anche se ha richiesto più tempo del previsto.

Per questo oggi siamo qui per parlarvi di un libro fantasy di un autore emergente italiano, che ci ha piacevolmente colpito. 
Il libro il questione è "Il Cavaliere di Riom", che apre la strada a una nuova promettente duologia.
Per permettervi di comprendere meglio è atmosfere del romanzo, vi lasciamo la sinossi dalla quarta di copertina:

"Le grandi guerre di magia che avevano sconvolto il regno di Riom sono un ricordo lontano. Spaventose notizie, però, giungono dai confini orientali: un nemico sconosciuto ha riesumato le terrificanti pratiche della magia nera, avida di potere e di conquiste, e si prepara con un esercito a invadere il regno della regina Estefen Diphitiana.
Una fragile e ingenua adolescente è la chiave inconsapevole per far risorgere la magia bianca, paladina della libertà e della vita. Un soldato solitario e scontroso la accompagnerà nella sua missione e grazie a lei riscoprirà sentimenti ormai sepolti dal tempo.
Una nuova guerra di magia ha inizio e soltanto il coraggio, la lealtà e l’amore potranno opporsi alle trame dell’oscuro nemico."

Il punto di forza di questa storia sono sicuramente le atmosfere, il fantasy unito alla realtà medievale è da sempre una delle nostre ambientazioni preferite. 
Lo stile tetro e epico allo stesso tempo, circonda il romanzo con un velo di mistero che instilla nel lettore la voglia di conoscere sempre di più personaggi e vicende. 
Lo sviluppo delle vicende è intrigante e magico, non mancano i colpi di scena, che tengono incollato chi legge con un sentimento di ansia e sgomento nel momento in cui vengono rivelati i fatti.

Lo stile di scrittura è molto fluido e la presenza dei dialoghi rende la storia molto scorrevole e veloce al lettore. 
I personaggi risultano abbastanza definiti, anche se non guasterebbe qualche descrizione più approfondita. Ad ogni modo, l'autore è riuscito a tratteggiare molto bene la crescita delle varie figure.

Vi consigliamo caldamente di immergervi in questo nuovo e appassionante world-bulding.
Ringraziamo l'autore e Martina Cosentino per la copia e per la pazienza. 

martedì 31 maggio 2022

Io sono Persefone di Daniele Coluzzi

Buongiorno cari Lettori! Oggi vi portiamo un libro gentilmente inviatocibda Rizzoli che ringraziamo. 
Comincio con il lasciarvi la trama:
"Il destino di Core, giovane dea, è già stato scritto: regnerà sulla natura, assicurando terreno fertile e raccolti abbondanti. E, soprattutto, non si innamorerà mai, rimanendo casta per sempre. È ciò che sua madre, Demetra, ha deciso per lei e che Core ha sempre creduto di desiderare. Ma il fato è imprevedibile, anche per una divinità dell'Olimpo. Durante una passeggiata tra i campi dell'Etna, Core viene rapita: Ade, il sovrano degli inferi ha scelto proprio lei come sua regina. 
Improvvisamente la giovane dea si trova sola in un mondo tenebroso e sconosciuto, popolato da anime defunte e divinità mostruose: gli Inferi sono la sua nuova casa, e Persefone il suo nuovo nome. Fuggire, il suo unico obiettivo. Ma gli opposti esistono solo nella nostra mente, o almeno è ciò di cui vuole convincerla l'oscuro signore degli inferi. Nel regno della morte, le certezze di Core, dea della vita e della fertilità, cominciano a vacillare. Tocca soltanto a lei, ora, scrivere il proprio destino e scegliere: a quale mondo appartiene davvero?"

Abbiamo sempre amato la mitologia greca ma avevamo davvero poche informazioni riguardo Persefone e abbiamo quindi deciso di immergerci nella lettura di questo libro. Le uniche cose che sapevano erano che:
- Persefone è stata rapita da Ade
- torna da sua madre solo in primavera e in estate ed è per questo che tutto fiorisce ed è rigoglioso
- a causa di Percy Jackson la credavamo scontenta di stare negli inferi

Con nostro immenso piacere abbiamo invece scoperto un grande romanzo di formazione. Il romanzo inizia con una Core troppo in simbiosi con la madre che non può prendere le sue scelte, affidata alle decisioni di altri e con un destino già delineato. Dalle scuole medie ricordiamo quanto sono incasinati (e quanto sono felici di incasinarsi) gli dei dell'Olimpo ed è quello che succede anche alla nostra giovane dea. Rapita da Ade in circostanze sospette, si ritrova da sola nel regno dei morti ed ecco il magnifico momento in cui Core/Persefone comincia a riflettere sulle sue credenze. Convinta che il nuovo mondo in cui è finita sia il suo opposto, dovrà fare i conti con i fatti. Anche tra i morti ci sono anime gentili, da aiutare, c'è comunque vita, amore e uno scopo. Due facce di una stessa medaglia più che due opposti.
  
Sappiamo tutti che la ribellione ai genitori in adolescenza è fondamentale per assicurarsi una propria identità ed è il processo che intraprende Persefone nel corso della storia. Nella postfazione l'autore scrive che Persefone nei testi classici non ha mai avuto una voce tutta sua ma si è limitata a subire la volontà degli dei più grandi. Lui una voce ha provato a dargliela e speriamo che continui a farlo anche con altri personaggi.


domenica 13 marzo 2022

Archie, il bambino che parlava agli elefanti di Lluis Prats


Ciao Lettori, si lo sappiamo, ormai siamo delle latitanti, ma come ben sapete il lavoro ha la precedenza e dedichiamo a questo hobby solo dei ritagli di tempo ormai!

C: che bello quando avevamo intere giornate libere 
E: che nostalgia😢
C: mi viene da piagere

Nostalgia canaglia a parte, oggi siamo qui per parlavi di una delle ultime letture di Chiara. 
"Archie, il bambino che parlava con gli elefanti'', un romanzo che ci è stato gentilmente inviato da Rizzoli.
Ecco a voi la trama:

" Kenya, 1947. Archibald Arthur Cunningham vive a Kericho, in Africa, dove i genitori sono proprietari di una fiorente piantagione di tè. Ha solo cinque anni quando in un villaggio vicino viene al mondo un'elefantina. Un evento straordinario, che cambierà le sue giornate: dopo il primo sguardo, tra i due nasce un'amicizia fatta di giochi, avventure e musica. Archibald diventa così lo mtoto anayeongea na tembo, il bambino che parlava agli elefanti. Quando sei anni dopo la famiglia Cunningham è costretta a tornare in Inghilterra, la separazione è dolorosa sia per il ragazzino sia per l'elefantessa. Passa molto tempo, e la vita porta Archibald sempre più lontano da Jumbo, eppure il loro legame non si interromperà mai: né i cambiamenti di continente né i molti colpi di scena dell'esistenza riusciranno a cancellare il sentimento che lega un ragazzo e un'elefantessa, l'uomo e la natura. Lluís Prats, con la sua narrazione schietta e magica al tempo stesso, dà vita a due personaggi indimenticabili. La storia di Archibald rimarrà impressa nell'immaginario di ogni lettore disposto ad aprire il suo cuore alla natura e alla libertà."

Non possiamo dire di non aver apprezzato questo romanzo, infatti l'autore è riuscito pienamente a trasmettere le emozioni di A.A in modo genuino. Il "mal d'Africa" è stato qualcosa di palpabile sotto i nostri occhi. I paesaggi, le atmosfere i colori e il clima di cui Archie sentiva tanto la mancanza erano tali da "mancare" anche al lettore. Quando gli occhi si riempiono di così tanta meraviglia, è difficile che si possano abituare alla visione di altro.

La storia di Archie lo lega fortemente a Jumbo, la sua elefantessa, sua perché il loro legame non si può spiegare se non con la loro reciproca appartenenza. È sempre bello leggere questi emozionanti rapporti tra uomo e animali.

Un altro tema importante e apprezzabile che questa lettura regala, è quello della musica e di come sia necessario fare dei sacrifici per raggiungere quel sogno.

L'unica cosa che forse non abbiamo molto apprezzato durante la lettura, è la velocità degli eventi narrati, avremmo preferito qualche approfondimento in più.

Un romanzo sicuramente da consigliare ❤️

venerdì 4 marzo 2022

Il mistero dei bambini d'ombra di Piergiorgio Pulixi

Buonasera cari Lettori! Con nostra gioia oggi vi portiamo la recensione di un libro per ragazzi dai temi dark e kinghiani (termine appena inventato ma che dovrebbe richiamare King 🤣). Ringraziamo la casa editrice Rizzoli per la copia!
Vi lasciamo la recensione:


" Nel 1984 la città di Stonebridge è stata colpita da una tragedia: in una sola notte tutti i bambini al di sotto dei tredici anni sono scomparsi senza lasciare traccia. Nel corso degli anni qualcuno racconta di averli sentiti giocare al limitare del bosco ma di aver visto soltanto le loro ombre, come se fossero dei fantasmi. Trent'anni dopo, Jake Mitchell, dodici anni, scopre che suo zio Ben era uno di loro. Per la prima volta si ritrova a pensare a quello zio che non ha mai conosciuto e che ora sente più vicino che mai, anche grazie a una mitica pallina da baseball che era dello zio e che Jake capisce subito avere un valore speciale. Jake sta ancora imparando a convivere con questa nuova verità della sua famiglia quando il suo migliore amico Mike scompare nel nulla e lui non può fare altro che andare a cercarlo contro tutto e tutti, infilandosi in un'avventura tra realtà e magia da cui nessuno tornerà più come prima..."

Lo stile di scrittura di Pulixi ci era già noto da libri precedenti e, anche in questo, è riuscito da subito a catturarci nella storia. Tutto comincia con Jake e la sparizione di Mike e per noi le sparizioni all'inizio del libro fanno partire tutto con il botto. A questo si aggiunge un leggero tocco dark: quando Jake comincia a indagare scopre delle vecchie dicerie su delle ombre che si aggirano per la città, il bosco e il parco giochi...che siano i bambini scomparsi? 
Mettiamoci poi le leggende degli indiani d'America e basta, siamo conquistate.
Seguiremo dunque le vicende di Jake, dei suoi amici (che davvero ricordano il gruppo dei perdenti, soprattutto durante una certa battaglia con i sassi), dei bambini ombra e di vecchie storie narrate parecchi anni addietro.
Nasce come libro per ragazzi ma, come sempre, non possiamo fare altro che consigliarlo anche ad un pubblico di adulti!

mercoledì 9 febbraio 2022

Choiceless di Dario Fedeli


Lo sentite l'urlo di Chiara? Se si, perché non avete ancora comprato questo libro?

Ciao Lettori oggi vi parliamo di Choiceless, una storia distopica scritta dalla brillante penna di Dario Fedeli che ringraziamo per la copia digitale.

E: ma se hai in mano la copia cartacea
C: DOVEVO AVERLO OKEY! SE LO AVESSI LETTO MI CAPIRESTI

Non diamo troppo modo a Chiara di sfogare i suoi scleri... 

C: SI PERCHÉ NON È ANCORA USCITO IL SEGUITOOOOO

E andiamo avanti. 

Choiceless è la storia di Kyle, che vive a Diverem, in un futuro post apocalittico. 
Diverem è governata dal presidente Thorne, che espande il suo potere tramite l'iniezione del siero, una specie di di rito di iniziazione per tutti gli adolescenti. Anche Kyle sarà sottoposto al siero e da quel giorno nulla sarà come prima. 

C: PERCHÉ INIZIERÀ UNA SERIE INFINITA DI MAI UNA GIOIA! 

Si ecco, diciamo che la penna di Dario è un po' sadica🤣, e per questo forse lo odierete un po', ma nonostante tutti i dolori che vi darà non riuscirete mai a staccare gli occhi dalle pagine. La penna di Dario è davvero magistrale, a maggior ragione se si pensa che questa storia sia nata e cresciuta durante la sua adolescenza. 

Il mondo distopico di Choiceless è abbastanza "classico", è possibile ritrovare alcuni elementi tipici di questo genere, e questo è sicuramente un elemento che farà apprezzare questa storia a questo pubblico di lettori. 

Il personaggio di Kyle ha una crescita enorme durante tutto lo sviluppo delle vicende, riuscendo comunque a conservare tutte le proprie fragilità, che lo rendono così vicino al lettore. È impossibile non ematizzare con lui. 

C: con tutte le cose che gli fa passare Dario poi...

Choiceless si merita un posto d'onore tra gli esordi italiani più promettenti, non vediamo l'ora di leggere il seguito e auguriamo a Dario che tutti i suoi sogni per questa storia possano avverarsi. 

E voi... LEGGETELO. 


venerdì 4 febbraio 2022

Il meraviglioso mondo di Arthur e Rose di Jenny McLachlan


Buongiorno Cari Lettori! I nostri ritmi lavorativi sono leggermente rallentati e riusciamo così a tormentarvi con più recensioni eheh. Oggi vi propineremo la nostra opinione su un libro letto di recente e gentilmente inviatoci da DeaPlaneta che ringraziamo.

Vi lasciamo la trama:
"Il primo titolo di una trilogia fantasy che celebra il potere dell'immaginazione. Se non hai mai avuto paura di Jumanji e avresti voluto essere tu a salvare Fantasia.... La Terra di Roar ti aspetta per un'avventura in cui l'immaginazione sarà la sola arma per sopravvivere. La Terra di Roar non esiste. Lo dicono la matematica, la scienza, i numeri.... Lo dicono gli adulti. E non esistono draghi, al mondo, o maghi, o corvi che mangiano il colore dal cielo. Solo nella meravigliosa fantasia di un bambino queste cose potrebbero essere realtà. Ma adesso che i gemelli Arthur e Rose hanno compiuto undici anni non pensano più alla Terra di Roar e alle incredibili avventure che vivevano da piccoli. Realtà e fantasia sono due cose ben distinte... Ma siamo sicuri che basti smettere di pensare a un'idea perché cessi di esistere?"

Nella vostra infanzia avete mai avuto un mondo tutto vostro popolato dalle creature più strane? Noi si... Ed erano bruchi. Non chiedete, non sapremmo darvi una risposta. Il meraviglioso mondo di Arthur e Rose ci ha fatto fare un enorme tuffo nella nostra infanzia riportando a galla ricordi sepolti da anni.
Arthur e Rose sono due gemelli ormai alle prese con la preadolescenza e lontani quindi dal mondo delle favole; in fondo Roar era solo un gioco che facevano quando erano piccoli giusto? E invece sbagliato. Roar esiste eccome e, in un pigro pomeriggio estivo, il passaggio attraverso il vecchio materasso decide bene di risucchiare il nonno di Arthur e Rose al suo interno. Parte così l'avventura dei due fratelli alla scoperta, forse meglio dire riscoperta, di un luogo magico che ci ha ricordato Terabithia e i tempi in cui eravamo in fissa con quei luoghi. Arthur e Rose vivranno mille avventure nei luoghi della loro infanzia ricordandoci quella parte bambina che, in un modo o nell'altro, guiderà sempre la nostra vita adulta (ops, psychology hits). 

mercoledì 26 gennaio 2022

L'eccellente avventura di Marta e Jason di Tosco e Quarzo


Ciao Lettori, torniamo oggi con una nuova recensione. Dovete scusarci per i tempi terribilmente dilatati ma il mondo del lavoro ci ha totalmente risucchiato e il tempo per le recensioni si è drasticamente ridotto. 
Ad ogni modo, oggi siamo  riuscite a trovare un po' di tempo per raccontarvi di una delle nostre ultime letture.

L'eccellente avventura di Marta e Jason esce totalmente dai nostri canoni di lettura, tanto che spesso abbiamo faticato a concludere i capitoli. Noi, però, vediamo la lettura un po' come la vita: se tutto andasse sempre liscio non ci sarebbe alcun gusto.
Quindi ringraziamo la casa editrice Bombiani per averci regalato questa esperienza di lettura. 

Ora veniamo a noi, perché vi starete sicuramente chiedendo di cosa parli questa storia. Cominciamo quindi lasciandovi la trama dalla quarta di copertina:

"La vita è un terno al lotto: puoi nascere salmone, come Marta e Jason, o puoi nascere uomo, anzi, pescatore, come Camillo e Bjørn, poi tutto dipende dagli incontri che fai. Marta e Jason sono una coppia affiatata di salmoni atlantici che decidono (Marta) di fare il grande passo e tornare ai luoghi dell'infanzia, in Norvegia, nel fiume Mandalselva, per costruirsi una famiglia con qualche migliaio di eredi. Guidati da un prodigioso senso dell'orientamento (sempre Marta), affrontano con coraggio (molto Jason) le insidie di mari e fiumi e incontrano vecchi amici e nuovi compagni che vanno verso il loro stesso destino. Anche Camillo e Bjørn sono diretti al Mandalselva, per la stagione di pesca al salmone: Camillo trascorre mesi preparando con cura minuziosa le mosche con cui armerà la sua lenza per poi immergersi con tanta pazienza, nelle acque gelide del fiume in attesa del confronto, della lotta con l'avversario. Da Malpensa a Oslo e lungo le vie invisibili che attraversano i mari del mondo, si snoda questa briosa favola per adulti che con leggerezza e profonda ironia ragiona di ambiente e racconta di una natura ostinata e adattabile e di uomini capaci di passione che la sanno amare e rispettare, nonostante l'istinto, nonostante tutto."

Avete mai provato a mettervi nei panni di un salmone? È una domanda un po' sciocca vero?! È difficile che nella vita di tutti i giorni ognuno di noi prenda in considerazione, anche solo per un secondo, cosa significhi essere un salmone. Siamo pieni di impegni noi, corriamo nella nostra frenetica esistenza e facciamo già fatica a destreggiarci tra i mille impegni, figuriamoci se potremmo mai riuscire ad immaginare quanto possa essere complicata e avventurosa la vita di un salmone... La maggior parte di noi pensa al salmone solo avvolto dal riso e servito su un piatto del nostro all you can eat di fiducia. 

Questa storia ci presenta due salmoni: Marta e Jason che presentano molte delle caratteristiche delle coppie umane e, come tutte le coppie, hanno i loro alti e bassi, i loro incontri e le loro incomprensioni. Insieme decidono di compiere il viaggio della vita, un progetto di enorme importanza che porteranno avanti con non poca fatica. Seguire Marta e Jason nel loro percorso permette di rendersi conto di quante cose non teniamo minimamente in considerazione nelle nostre vite, eppure queste cose sono di un'importanza grandiosa. 
Il viaggio di Marta e Jason è circondato da una natura maestosa e non sentirsi inglobati in una favola sarà pressoché impossibile. I paesaggi del nord hanno sempre un potere magnetico a tutte le età! 

Come abbiamo detto in precedenza, abbiamo avuto qualche difficoltà durante la lettura ma lo stile di scrittura semplice e scorrevole è stato sicuramente di aiuto. Non possiamo dire che la storia di Marta e Jason avrà un posto tra le nostre preferite ma sicuramente ci ha aiutato ad avere un po' più di consapevolezza. 

venerdì 14 gennaio 2022

Perché ti arrabbi così? di Toon Tellegen e Marc Boutavant

Buongiorno cari Lettori! Oggi vi portiamo la recensione di un libro gentilmente inviatoci da Rizzoli che ringraziamo!

Perché ti arrabbi così? è un libro decisamente paradossale. Non ci sono altre parole per definirlo. A tratti dolce e poi brutale, veritiero e fantasioso, semplice e complesso, superficiale e riflessivo. Questa raccolta di dieci storie avrebbe tutti gli elementi contrastanti per annullarsi e invece crea qualcosa di paradossale, la cui esistenza non dovrebbe essere possibile.
Dentro ogni storia c'è un pizzico di realtà giornaliera con cui tutti veniamo a contatto ma le risposte dei personaggi sono spiazzanti e, a volte, queste risposte sono quello che vorremmo fare ma che non osiamo iniziare.
Ad una prima lettura non è chiaro il senso della storia; si volta l'ultima pagina e la storia è finita. Così. Senza spiegazioni o finali espliciti e l'unica cosa che ti viene da pensare è: ma cosa diamine è successo?!
Riflettendo si arriva al significato più nascosto, quello che forse non abbiamo voluto vedere in prima battuta perché un po' scomodo e un po' troppo vicino al nostro vissuto. Proprio per questo però, queste dieci piccole storie, rimango impresse e spesso il nostro pensiero è tornato a rifletterci. 

giovedì 6 gennaio 2022

un bambino chiamato natale di Matt Haig


Ciao Lettori, il procrastinare sta diventando un grosso problema per le Ragazze della Giungla, continuamo a rimandare i nostri impegni senza un ritegno, ma questi mesi sono stati davvero impegnativo, quindi siate buoni e comprensivi con queste due disorganizzate ragazze brianzole😂.

Ad ogni modo, a tutto c'è un limite, e oggi non possiamo sottrarci di nuovo ai nostri doveri. D'altronde quale giorno migliore della befana per parlavi della storia di come è nato Babbo Natale? 🤣
Come ve la racconteremo? Semplice con questa meravigliosa perla firmata Matt Haig, del quale abbiamo già apprezzato la penna geniale.
"Un bambino chiamato Natale" ci racconta la storia di Klaus, un bimbo che si troverà a vivere una grande avventura. La vita di Klaus non è una vita fortunata, vive in una vecchia catapecchia con suo papà, il quale cercherà un modo per dare un futuro migliore a sé e a Klaus, ma la via scelta è crudele e tenebrosa. Klaus dal canto suo, ha il cuore pieno di bontà e di magia e con il sua tenacia riuscirà a trovare il villaggio degli elfi e riscattare il destino degli uomini.

Leggere libri come questo ci ricorda perché amiamo così tanto la letteratura per ragazzi, nella letteratura per adulti non è così semplice trovare messaggi di speranza e di amore, e durante le feste natalizie non c'è niente di meglio che leggere di queste atmosfere.
Matt Haig si riconferma un fuoriclasse e le illustrazioni sono davvero molto dolci. 
Recuperate il film su Netflix e segnatevi la lettura per le prossime feste. 

Ringraziamo Salani per averci inviato la copia digitale. 

martedì 21 dicembre 2021

Fortunato di Bruno Larosa

Buongiorno Cari Lettori! Oggi un post per parlarvi di un libro che ci è stato gentilmente offerto da Ronzani Editore. Ci abbiamo messo davvero molto tempo ad arrivare a fine lettura e a questa recensione. Dopo la trama vi spieghiamo il perché.

"Fortunato Ardore ha 65 anni, vive a Tre Arie, una piccola frazione del comune di Antonimina ai piedi dell'Aspromonte. Fortunato è un uomo onesto, dedito al lavoro e alla famiglia. La sua è una vita fatta di sacrifici, cose semplici e poche pretese. Ma una notte, la tranquillità costruita da Fortunato con tanta fatica viene bruscamente interrotta: il commissario di polizia Giovanni Valenti e la sua squadra irrompono in casa sua per arrestarlo; secondo il giudice e i magistrati della procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Fortunato è un capo della 'ndrangheta. Un assurdo quanto improbabile errore degli inquirenti getta Fortunato nel girone impossibile del processo penale di coloro che vengono accusati di reati mafiosi. Inizia per lui un lungo percorso giudiziario, fatto di ottusità e mala fede. Al suo fianco il cugino, l'avvocato Guido Castiglione, noto penalista dedito alla ricerca della verità al di sopra di tutto e contro tutti: colleghi avvocati, magistrati e forze dell'ordine. Sullo sfondo dell'intricata vicenda processuale che coinvolge Fortunato si consuma un inspiegabile delitto: il cadavere del commissario Valenti viene rinvenuto a Locri. A indagare sull'omicidio sarà chiamato un giovane magistrato napoletano, Schiller, anche lui costretto a scontrarsi con un muro di reticenza".

Gli argomenti incatenati nella trama del libro sono soliti toccare le nostre corde. Ci è già capitato di leggere libri incentrati sulle iniquità del sistema giudiziario e sulla mafia ci hanno sempre coinvolto molto. Non siamo riuscite ad entrare invece appieno nel cuore di Fortunato e ancora non ci spieghiamo il perché. Gli elementi chiave ci sono tutti (soprattutto l'omicidio) e la scrittura è scorrevole; sarà stato l'intreccio un po' confusionario dei primi capitoli? Non sappiamo proprio darci una risposta ma abbiamo fatto fatica a portare a termine la lettura. Sempre distratte da altri pensieri, forse eravamo noi a non essere nell'umore giusto per leggere questo libro. Proveremo a dargli sicuramente una seconda possibilità perché dopo il libro di Umit "Perché Istanbul ricordi", i libri Ronzani meritano una seconda possibilità. 


mercoledì 8 dicembre 2021

L'ultimo giorno di scuola di James Goodhand

Buongiorno Cari Lettori! Oggi vi portiamo la recensione di un libro gentilmente inviatoci da Rizzoli. Libro che non è riuscito a trascinare Chiara fuori dal blocco del lettore ed è quindi stato magicamente teletrasportato da Ele.
Vi lasciamo la trama:

"L'anno scorso, Ollie Morcomb era tra i ragazzi più popolari della scuola, le giornate scorrevano lisce e le cose gli andavano bene. Ma, dopo l'incidente, tutto è cambiato. Ora lei è un emarginato, uno degli obiettivi preferiti dai bulli, che stanno trasformando la sua vita in un inferno. Oggi, l'ultimo giorno di scuola, Ollie ha portato ai bulli un regalo. Una bomba artigianale. Che cosa spinge uno studente modello a pianificare una vendetta così disperata? Riusciranno a fermarlo in tempo?
Ambientata in un giorno soltanto, una storia potente che racconta cosa può accadere nella testa di ragazzi che soffrono in silenzio, prima di esplodere, e di quanto sia difficile crescere, oggi piu che mai."

Ovviamente quello che ci ha attratto di questo libro all'inizio è stato il forte lato psicologico. Ogni tanto arriva la notizia di una strage in una scuola, perlopiù americana, e ci rimane in testa per giorni come uno dei luoghi che dovrebbero essere sicuri non lo sia stato per loro. Il pensiero successivo però è: ma l'altro? Il "carnefice", come lo descrivono tutti (eh si perché a una certa arriva a non avere neanche più un nome)? Cosa può averlo spinto a fare un gesto del genere?
Entrare nella psicologia di Ollie Morcomb ci sembrava l'inizio di un bellissimo viaggio per comprendere come potesse essere la storia dall'altra parte.
Complice un libro fai da te del 1940, Ollie apprende come costruire una bomba per porre fine ai ripetuti atti di bullismo. Il lettore seguirà le vicende di Ollie in un giorno non specificato di Giugno, l'ultimo prima degli esami di fine anno, con dei flashback ad eventi accaduti nel passato remoto e prossimo che hanno portato Ollie alla sua decisione. E piano piano si dipana la psicologia di Ollie con risvolto nel DPTS (disturbo da stress post traumatico) che ci ha lasciato con gli occhi a cuore. Dissociazione è il nostro nuovo amore. Siamo partite volendo approfondire un aspetto e ci siamo ritrovate ad addentrarci in un mondo ancora sconosciuto ai più che meriterebbe molta più attenzione.
Non possiamo fare altro che consigliare questa lettura! 

mercoledì 24 novembre 2021

Innamorarsi di Sophie Borrows


Ciao Lettori, avete mai "letto" un silent-book? Sapete cosa sono?
I silent books sono dei libri in cui non sono presenti le parole, l'unico mezzo di comunicazione sono le immagini.
È come avere un film muto tra le mani.
Innamorarsi è stato il primo silent book di Chiara, e dire che se ne è innamorata è dire poco.

Il mondo è un posto frenetico, tutti corrono travolti dagli eventi della propria vita, ma c'è chi fatica ad adattarsi a questa frenesia. Ci sono persone che si sentono sopraffare dal caos che le circonda e che faticano a trovate il loro posto tranquillo nel mondo. Questo caos spesso impedisce alle persone di avvicinarsi tra di loro, di creare rapporti umani autentici. Ciò che però riesce a sfuggire a questa frenesia sono gli sguardi, e quando gli sguardi di due persone giuste si incocrociano allora scatta una scintilla che accende la magia.

Leggere innamorarsi è una esperienza dolce ed intensa, ogni emozione è perfettamente veicolata dalle immagini, tanto che ogni parola sarebbe stata superflua. Ogni tavola è curata nei minimi dettagli, accompagnando il lettore lungo questo splendido filo rosso di innamoramento.

Ringraziamo la casa editrice Rizzoli per la copia del libro. 

mercoledì 10 novembre 2021

Rutka. La bambina segreta di Joanna Fabrika

Buongiorno cari Lettori! Oggi vi parliamo della storia di Rutka, romanzo dalle note nostalgiche gentilmente inviatoci da Rizzoli.

"Nel cortile di via Rybna 13, a Lodz, Zosia si annoia a morte. Ma quando la bizzarra zia Roza entra nella vita, e veloce si installa nel suo cuore, il mondo intorno a lei si trasforma. I muri degli edifici non sembrano più così scrostati, il salice al centro del cortile non è più tanto ricurvo e, tra i rami, fa capolino una treccia rossa sconosciuta. È Rutka, una vicina che Zosia non sapeva di avere. Con lei si accendono magia, follie e avventure surreali, e l'immaginazione spazia senza limiti. Ma, mentre corrono mano nella mano per la città, una musica triste scorre sotto i loro piedi e un racconto muto si svolge sotto il nostro sguardo: i muri, le ombre, le immagini misteriose evocano le storie di dolore degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. C'è il Signore Bianco che ingoia farfalle, e c'è la stazione di Radegast, da dove partono vagoni carichi di persone dirette al pianeta di Diamante. Un mondo che emerge dai ricordi di chi è sopravvissuto ma che non riesce a prendere il sopravvento. A prevalere, in questa emozionante storia di amicizia e di scoperta, dove passato e presente danzano insieme, sono il desiderio di vivere le infinite possibilità di quel tesoro che è l'infanzia."


Rutka non è stata una lettura facile. Inizialmente il libro non è stato di grande impatto, la storia non ci ha coinvolto e abbiamo avuto difficoltà ad arrivare a fine lettura. La relazione che legava i personaggi è stata da subito chiara, belle le ambientazioni e le avventure ma a volte troppo surreali. Dopo aver finito la lettura, però, non riuscivamo a toglierci Rutka dalla testa. Ci siamo trovate a pensare oltre le avventure improbabili, il pollo senza testa e la zia Roza che sembrava sapere già tutto. Il nostro sguardo è volato a quella che sarebbe potuta essere una bambina vissuta realmente, scampata per miracolo alle deportazioni quando il resto della sua famiglia non ce l'ha fatta. Una bambina che non sa dare una spiegazione agli eventi e che quindi si crea delle spiegazioni fantasiose come il pianeta di Diamante da cui i genitori e il fratellino prima o poi torneranno perché hanno dimenticato a casa la valigia. Non si può andare in vacanza senza la valigia giusto?

Al pari di tutti gli altri libri che vedono la società e della guerra con gli occhi di un bambino, Rutka porta la nostra parte più emotiva a riflettere su quanto accaduto con una forza maggiore e più profonda per non dimenticare mai quello che è successo. 

sabato 6 novembre 2021

Brutta di Giulia Blasi


Ciao Lettori, finalmente si torna sul blog. 
Si torna sul blog per parlavi di una lettura che ci ha richiesto molto tempo per essere digerita. 
Brutta è il nuovo saggio di Giulia Blasi, il cui acume ci aveva già convinto con rivoluzione Z. 
Brutta parla di corpi, di corpi di Donne, perché come dice l'autrice, se sei una donna non potrai mai dimenticare di avercelo un corpo. 
Grasse, magre, altre, basse, bionde, more, toniche, muscolose o morbide, noi donne dobbiamo sempre fare i conti con una società che ci giudica e ci colpevolizza per il nostro aspetto esteriore. 

Il saggio di Giulia Blasi è profondo e personale, ripercorre la sua vita passando le proprie esperienze dalla fitta maglia del colino del giudizio sociale. Ogni sentimento legato al suo corpo è profondamente ancorato in dinamiche culturali e societarie.

Sfido a trovare una donna che non si sia mai sentita brutta almeno una volta nell'arco della sua vita. Ma ci saremmo sentite davvero così brutte se non avessimo dovuto confrontarci giornalmente con qualcuno che ci teneva tanto a farci sentire così? La risposta penso sia semplice.

Io sono Chiara e ho 25 anni, ho un bel rapporto con il mio corpo e con la mia immagine, ma non è sempre stato così. Il problema con il mio corpo è sempre stato il movimento. Del mio corpo non mi è mai piaciuto come questo si muoveva. 
Sono nata il 1 Giugno 1996, ma ci è voluto un anno per capire cosa mi fosse successo alla nascita. 
PCI. 
Paralisi Cerebrale infantile da sofferenza da parto, nel mio caso Emiparesi sinistra. La parte sinistra del mio corpo non ha la stessa mobilità della parte destra.
Da piccola zoppicavo, non che adesso non succeda più, ma dopo 18 anni di fisioterapia è molto meno evidentemente. Vi lascio immaginare la simpatia dei miei compagni di scuola quando mi vedevano camminare. Può una camminata imbruttirti? Si, nonostante il movimento non abbia nulle a che fare con l'immagine, io mi sentivo brutta. Ero la più brutta, per tutti, e quindi non ho pututo far altro che crederci. 

Mi ci sono voluti 20 anni per accettare questa parte di me, e ancora oggi, a volte, la voce non è sempre ferma quando ne parlo. Un giorno però ho smesso di preoccuparmi di cosa la gente pensasse del mio corpo in movimento. A chi mi chiede perché zoppico (spesso con una sensibilità si un elefante) racconto la mia storia senza più preoccuparmi del suo giudizio, senza più dare spazio al suo giudizio.
Mi sono sentita bella quando mi sono liberata dello sguardo degli altri. 

Leggete Brutta, difficilmente non parlerà di voi.

Ringraziamo la casa editrice Rizzoli per averci inviato una copia del libro. 

giovedì 28 ottobre 2021

Smoot, un'ombra ribelle di Michelle Cuevas


Ciao Lettori, finalmente Chiara torna sul blog per parlarvi di un libro che ha la dolcezza di una caramella. 

Smoot, un'ombra ribelle è destinato a diventare un capolavoro della letteratura per bambini, non esiste altro modo per pensare a questa opera.

Smoot è l'ombra di un bambino "soprammobile", scusate il termine un po' infelice, ma avete presente quei bambini che per loro sventura sono totalmente privi di entusiasmo? Quelli che dove li lasci stanno, privi di curiosità o voglia di uscire dalle esperienze che indossano comodamente.
Ci sono tantissimi bambini soprammobile e la maggior parte di loro non ha la fortuna di avere Smoot. 
Smoot non sopportava più il grigiume di cui era circondata, decide quindi di staccarsi dal suo bambino, per saziare la sua enorme fame di colori, di suoni e di movimento. Questa esperienza è stata fondamentale per Smoot, perché facendola non solo ha realizzato i suoi desideri, ma ha spinto anche altre ombre ad inseguire i propri.
Ma chi lo dice che esiste solo un modo per esaudire un desiderio? A volte basta solo cambiare un po' la prospettiva e ci si accorge che la soluzione è nella propria tasca. Questo è successo a Smoot e grazie a questa incredibile scoperta è riuscito a colorare le giornate del suo bimbo. 

Leggete le avventure di Smoot ai vostri bimbi, riempiteli giornalmente di colori, sogni e meraviglia. Rendeteli capaci di inventare, immaginare e desiderare. Aiutateli a costruire la strada per essere degli adulti soddisfatti. 

Ringraziamo la casa editrice DeaPlaneta Libri, per averci inviato la copia cartacea. 

giovedì 21 ottobre 2021

La casa di cenere di Angharad Walker


Buongiorno cari Lettori! Vi portiamo oggi al recensione di un libro gentilmente inviatoci da Rizzoli che ringraziamo!
Torniamo con i nostri adorati romanzi di formazione e questo non potevamo perderlo assolutamente. 
Vi lasciamo subito la trama:

"quando arriva alla Casa di Cenere, il ragazzo nuovo e in cerca di una cura per il male alla schiena che lo tormenta da tempo, ma anziché capitare nell'ennesima clinica si trova davanti a una dimora con le pareti di fumo e viene accolto da un gruppo di ragazzi che lo ribattezzato Sol, per Solitudine. Hanno nomi strani, come Concordia o Giustizia, e tengono in gran conto la Bontà.
Sol impara a vivere con loro seguendo le regole dettate dal misterioso direttore, di cui tutti aspettano il ritorno con ansia. Presto si accorge, però, che quella casa è l'opposto di un luogo dedicato alla cura. Non si può per alcun motivo essere malati né cercare di andarsene. Finché un giorno arriva il Dottore.... "

Romanzo di formazione dai toni un po' dark, è stato paragonato a "il signore delle mosche" e "la casa per bambini speciali di Miss Peregrine". È lampante la similitudine con il romanzo di Golding: un gruppo di ragazzi costretti ad autogestirsi senza la supervisione di un adulto. Poi se uno vuole proprio essere pignolo si potrebbe controbattere che il nocciolo della faccenda è diverso... Nel romanzo di Golding i bambini si sono dovuti organizzare e creare delle regole, in questa storia delle regole e una gerarchia erano già prestabiliti. È un piccolo particolare, è vero, però cambia tutto.
La somiglianza con Miss Peregrine si nota solo alla fine del romanzo e anche qui è solo per un piccolo particolare.
Insomma questi riferimenti tanto decantati noi non li abbiamo visti e lo consideriamo un punto a favore del romanzo! Una storia nuova, originale e coinvolgente. La scrittura è scorrevole e permette di entrare da subito in simbiosi con la storia; gli eventi si susseguono in un crescendo senza lasciare spazio a tempi morti. Certo c'è qualche questione irrisolta per cui stiamo sperando in un sequel che, oltre a rispondere alle domande arretrate, ci permetta di immergerci nuovamente in questo mondo di cenere. Lettura assolutamente consigliata! 

lunedì 4 ottobre 2021

IL SEXTING



La diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione, quali computer, smartphone e tablet, ha avuto un impatto rilevante sulle pratiche comunicative, le quali sono state oggetto di notevoli cambiamenti.

Anche le modalità con cui le persone intrattengono relazioni sessuali hanno subito qualche modificazione, oggi sono possibili e molto diffusi scambi comunicativi in questo senso, che fino a qualche decennio fa erano quasi sconosciuti e impensabili.

Negli ultimi anni è diventata pratica abbastanza comune tra i giovani lo scambio, attraverso il supporto di smartphone, computer e social network, di messaggi, immagini e video a carattere sessualmente esplicito, tale pratica prende il nome di sexting.

Sexting e una parola composta, un neologismo nato nel Ventunesimo secolo, che deve la sua origine dall’unione di due parole:

  • Sex: sesso

  • Texting: messaggiare

Esistono diverse scuole di pensiero riguardanti questo fenomeno, alcune sostengono che tale attività possa svolgersi solo attraverso il supporto dei telefoni cellulari, altre includono anche altre forme di supporto elettronico (Henderson & Morgan, 2011; Lounsbury, Mitchell, & Finkerhor, 2011). Alcuni studiosi ritengono che l’attività del sexting riguardi unicamente l’invio di foto a sfondo sessuale, mentre altri fanno riferimento anche a video e a messaggi (Lounsbury et al., 2011).

Questa diversità nei punti di vista porta ad una difficoltà a inquadrare chiaramente il fenomeno, che ad ogni modo sembra interessare, nelle diverse sue forme, una buona parte di adolescenti e giovani.

Smahel e Subrahmanyam (2014) hanno indagato il fenomeno del sexting, riferendosi a quest’ultimo come una nuova norma relazionale tra i giovani, volta a comunicare i propri interessi sessuali e a iniziare un contatto sessuale in un modo nuovo e diverso.

Secondo la maggioranza delle ricerche effettuate, la percentuale di adolescenti che pratica il sexting si aggira intorno al 15-25% (Mitchell, Finkelhor, Jones, & Wolak, 2012) e queste percentuali non sono molto differenti da quelle che sono state ritrovate nella fascia dei preadolescenti.

In uno studio di Rice e coll. (2014), che ha coinvolto 1285 preadolescenti  di Los Angeles, è emerso che circa il 20% di essi fosse convolto in un’attività di sexting e, inoltre, che il 5% di loro fosse anche sessualmente attivo.

La maggioranza dei giovani che inviano e/o ricevono materiale sessualmente esplicito definiscono tale pratica come normativa e condivisa dalla maggior parte dei coetanei (Lippman & Campbell, 2014).

Normalmente uno scambio comunicativo di questo tipo è positivo per entrambe le parti coinvolte, infatti, il tasso di soddisfazione riguardante l’esperienza del sexting tra i giovani si aggira intorno al 90%, (Diamond & Savin Williams, 2009).

In alcuni casi però l’esperienza del sexting può portare a sentimenti negativi, nonché a una sensazione di forzatura e pressione. Occorre quindi separare il sexting consensuale da quello che pone le proprie radici nella coercizione e in comportamenti aggressivi.

Il sexting viene spesso trattato in un’ottica demonizzante, ponendo l’accento unicamente sui suoi aspetti negativi e sui fattori di rischio, nonché sulle implicazioni legali ad esso collegate. Raramente si parla di sexting concentrandosi su ciò che di positivo esso può generare.

Secondo la definizione di Hasinoff (2013), il sexting è da considerarsi una interazione sessuale mediata tra gli individui. Il fatto che tale relazione sia mediata, porta alla produzione di materiale mediatico che rappresenta sé e il proprio corpo. La produzione di questo materiale porta quindi a diverse scuole di pensiero in riferimento al sexting, interpretato come una forma di oggettivazione del corpo o, all’opposto, come espressione di liberazione sessuale.

Per oggettivazione del corpo si intende la rappresentazione del corpo come un oggetto, che può essere giudicato dall’individuo e dalle persone che lo circondano in riferimento agli standard culturali (McKinley & Hyde, 1996), mentre la liberazione sessuale implica la perdita delle inibizioni sessuali e una maggiore apertura mentale in questo ambito (Weinberg & Williams, 2010).

Le ricerche riguardanti l’oggettivaazione sostengono che il sexting, non essendo un’interazione diretta tra persone, porti inevitabilmente a una visione del corpo come un oggetto (Jewell & Brown, 2013; Ringrose, Gill, Livingstone, & Harvey, 2012).

Altre ricerche sottolineano invece la possibilità che praticare del sexting possa “rafforzare” la sessualità dei partecipanti all’interazione, in quanto essi tramite il sexting possono sperimentare un maggiore controllo sulla propria vita sessuale (García-Gómez, 2017; Meyer, 2016).

Nello studio di Liong e Cheng (2019) sono stati indagati questi due aspetti attraverso diverse ipotesi di ricerca.

In riferimento alle teorie dell’oggettivazione, i ricercatori ipotizzano che le persone che praticano sexting abbiano livelli più elevati di sorveglianza corporea e di body shame (Augustus-Horvath e Tylka, 2009; Knauss, Paxton, e Alsaker, 2008); più specificamente, i ricercatori intendono indagare se la sorveglianza corporea mediata dal sexting possa essere un buon predittore del body shaming. La seconda ipotesi invece fa riferimento al fatto che le persone che praticano sexting dovrebbero mostrare un livello più alto di comfort nel mostrarsi nudi.

Dai risultati emerge che praticare del sexting porti con sé sia vissuti di oggettivazione, sia di liberazione.

Infatti, se è vero che i partecipanti a queste interazioni, sviluppano del body shaming attraverso il costante controllo del loro aspetto fisico in riferimento agli standard culturali, è anche vero che praticare sexting porta ad un livello più elevato di comfort con la propria nudità. Le persone che praticano sexting sperimenterebbero quindi dei sentimenti controversi, da un lato possono sentirsi attraenti, dall’altro possono avvertire vergogna ed imbarazzo (Dir, Coskunpinar, Steiner, & Cyders, 2013).

La spiegazione di questo fenomeno deriverebbe dal fatto che il sexting sia allo stesso tempo un’attività oggettivante che liberatoria (Curnutt, 2012). Quando le persone che praticano sexting confrontano la loro fisicità con quella proposta dai media, possono sviluppare un vissuto di oggettivazione del proprio corpo, ma il sexting non comporta unicamente una rappresentazione del proprio corpo, ma anche una esperienza percettiva e una espressione del sé. Essere guardati, in questa interazione, non porta unicamente la visione del corpo come un oggetto, ma anche la possibilità di poter sperimentare script e comportamenti sessuali (Schwarz, 2010). In pratica scattarsi e inviare foto del proprio corpo aiuterebbe a sviluppare una nuova prospettiva di noi stessi come soggetti sessuali (Rice & Watson, 2016; Tiidenberg, 2014).

Mettersi in posa per scattare una foto dal contenuto erotico fa sì che si sperimenti un senso di libertà sessuale e una diminuzione delle inibizioni sessuali, nonché un migliore senso di confidenza con il proprio corpo. L’invio di immagini sessualizzate non è necessariamente un indice di oppressione: le persone possono esplorare la propria sessualità attraverso la sessualizzazione di sé stesse (Lerum & Dworkin, 2009).

In questo senso il sexting è sempre stato sottovalutato, esso potrebbe essere un valido aiuto per i giovani per rafforzare la propria auto-determinazione sessuale, ma la maggioranza degli studi si focalizza sui fattori di rischio legati all’invio di materiale sessualmente esplicito (Döring, 2014). Infatti, molti programmi di educazione sessuale nelle scuole si concentrano sul convincere i ragazzi ad astenersi da tale attività, descrivendo i possibili scenari problematici che essa può portare (Hinduja & Patchin, 2012). Soprattutto le ragazze vengono messe in guardia da tutti i possibili inconvenienti a cui possono andare incontro se decidono di inviare dei messaggi o delle immagini sessualmente espliciti, facendo leva soprattutto sulla lesione della propria immagine a cui potrebbero andare incontro. Alcune attività di educazione sessuale che hanno come target le ragazze prevedono che esse ascoltino e guardino testimonianze di altre adolescenti che sono state bullizzate e vittimizzate dopo aver mandato delle immagini che le ritraevano nude (Albury, Crawford, Byron, & Mathews, 2013), senza fare alcun accenno ad alcuna strategia utile per poter svolgere questa attività in sicurezza.

Il sexting, se usato con coscienza, potrebbe aiutare i giovani insoddisfatti del proprio corpo a sviluppare un senso di auto- controllo su di esso e sulla propria esperienza sessuale (García-Gómez, 2017; Meyer, 2016). Il sexting dovrebbe quindi essere trattato nei programmi di educazione, come mezzo importante per prendere coscienza del proprio corpo e esplorarlo in modo autonomo, ricordando costantemente che la salute e il piacere sessuale sono un diritto di tutti e che il sexting non è altro che un altro modo per esprimere tale diritto (Ringrose, Harvey, Gill & Livingstone,2013).

Gli esperti di educazione sessuale dovrebbero comunque cercare di ridurre il rischio che i giovani che praticano sexting aderiscano troppo fedelmente agli standard culturali riguardanti il corpo (Meyer, 2016).

martedì 21 settembre 2021

Sex Education


Buongiorno cari Lettori! Oggi vi portiamo un post diverso dal solito. Altra nostra grande passione oltre i libri sono le serie TV. Non ne abbiamo mai parlato fino ad ora perché se dovessimo parlare di tutto quello che ci appassiona (cibo, piante, film, psicologia e ancora cibo) sarebbe troppo caotico.
Sex education però fa risvegliare il consulente sessuologico che è in noi e sentiamo il dovere di parlarne per dare voce a concetti ancora malinterpretati come quello delle identità di genere.
Partiamo dalla terza e ultima stagione non solo perché è ancora ben fresca nella nostra mente (faremo un re-watch delle altre e ve ne parleremo tranquilli) ma anche perché molti possano vederla con un occhio più guardingo.
Per uno sguardo più attento (o professionalmente deviato come il nostro) i punti affrontati da sex education, oltre la storia burrascosa di Maeve e Otis, sono molti.

Cominciamo dal primo. In questa stagione il programma di educazione sessuale abbozzato nella stagione precedente viene sostituito dal programma di "crescita e sviluppo" il cui punto principale è (rullo di tamburi): l'astinenza. Il liceo Moordale si trova in una regione sperduta dell'Inghilterra e, fortunatamente, i nostri vicini inglesi si trovano ai primi posti per quanto riguarda l'avanguardia dei programmi di educazione sessuale (i capolista sono i paesi del Nord Europa). Non si può dire lo stesso dei più lontani americani: la maggior parte della loro "istruzione" si basa davvero sull'astinenza fino al matrimonio. Non ci stupiamo quindi quando leggiamo che l'America è al primo posto per gravidanza/interruzione di gravidanza in adolescenti. I nostri adorabili protagonisti si ribellano a video educativi ridicoli e a un sistema che non permette l'espressione personale sottolineando come l'informazione dei giovani sia fondamentale.

Andando avanti viene affrontato il tema dell'identità queer. Il termine queer è riconosciuto dalla comunità LGBT+ e viene usato da chi non definisce la propria identità sessuale o il proprio orientamento sessuale nel binarismo, rispettivamente, di maschio/femmina e etero/omosessuale. Viene trattato poco in questa stagione e ha un ruolo quasi marginale, speriamo che nella prossima avrà più spazio. Collegandosi a questo personaggio però si può aprire una parentesi su tutti quegli strumenti/oggetti utilizzati da persone queer (ma non solo) come le fasce per contenere il seno. Uno dei personaggi inizialmente usava dei bendaggi medici che hanno delle forti controindicazioni a lungo termine per poi passare, sotto suggerimento di un'amica, a delle fasce apposite. Non conoscere questi dispositivi mette a rischio la salute della persona e queste informazioni dovrebbero essere disponibili per gli adolescenti che si stanno interrogando. Indovinate cosa può essere utile? Ottimi programmi di educazione sessuale 💪🏻

Non ci dilunghiamo ancora a lungo ma merita un accenno un altro argomento spinoso: la sessualità nella disabilità fisica. Sembra quasi un tabù eppure esiste e se ne dovrebbe parlare perché anche persone con disabilità fisiche più o meno gravi hanno diritto ad avere una vita sessuale. La scena dura giusto un ciak ma può dare spunti di riflessione.

Speriamo che questa nostra digressione vi sia piaciuta. Torneremo con le altre stagioni 🤗